Oggi vorrei spendere due parole sul progetto EOLO; un’interessante idea che in poco tempo è diventata una realtà di successo. Il progetto EOLO grazie alle tecnologie Hiperlan/2, promette di portare la connessione a banda larga anche dove non arriva la rete telefonica.  Il progetto partito in provincia di Varese, è in continua espansione, e attualmente copre le provincie di Como, Verbania, Novara, Lecco, Pavia e Milano.

eolo

I dispositivi Hiperlan/2 non hanno praticamente nulla a che vedere con le comuni soluzioni wi-fi e unico elemento comune può essere ravvisato nel livello fisico dello standard 802.11a. Lo spettro di frequenza utilizzato è pari a 275MHz ed è allocato a partire da circa 5,4GHz. Le specifiche prevedono l’utilizzo della modulazione Orthogonal Frequency Digital Multiplexing (OFDM) mentre la larghezza di ogni canale è pari a 20MHz. Da questi dati si evince che il numero di canali disponibili è pari a tredici che, in ambito di comunicazioni wireless, sono un discreto numero e permettono di implementare valide infrastrutture. I singoli client si collegano in modalità bidirezionale alla BTS e a livello teorico ogni stazione ha una portata di circa 30 Km anche se a livello pratico tale valore andrebbe diviso per due. Il vero problema infatti è che i dati trasmessi dal client devono pervenire alla BTS con un rapporto segnale rumore accettabile e tale obiettivo deve essere raggiunto con una potenza di circa 1W.

I limiti in termini di velocità di trasferimento delle soluzioni Hiperlan/2 sono decisamente superiori rispetto a quanto offerto oggi da EOLO e tale differenza deve far pensare a possibili upgrade di banda, seguendo di fatto un modello simile attuato per le soluzioni ADSL.

La soluzione Eolo di NGI è basata su un’antenna direzionale che necessariamente deve essere orientata verso una BTS. E’ indispensabile, per la particolare tipologia dell’attuale rete, che vi sia portata ottica tra l’antenna del client e la stazione EOLO a cui ci si deve collegare anche se in realtà le tecnolgie Hiperlan/2 consento di lavorare anche in mancanza di portata ottica se i dispositivi si trovano a breve distanza.

Tuttavia il progetto Eolo presenta numerosi limiti tecnici dovuti al throughput massimo che le BTS e la rete stessa possono supportore.  I collegamenti Hiperlan/2 resteranno dunque una valida soluzione per connettere postazioni fisse non raggiungibili da altre tecnologie a larga banda cablate anche se la proliferazione di reti basate su questo standard potrebbe portare a cali prestazionali.